Tutti i dettagli e il battesimo al fischio di un capolavoro di tecnologia e design Leica.
Affidabilità meccanica assoluta, prestazioni ottiche crepuscolari superiori a quelle di qualsiasi altro cannocchiale, versatilità straordinaria per affrontare al meglio la cerca come il tiro a lunga distanza, linee filanti e soluzioni estetiche per sposarsi con le carabine più eleganti. Ecco il nuovo cacciatore universale Leica, provato nella sessione di caccia al capriolo al fischio di una delle scuole di caccia più prestigiose, Obora Hunting Academy, che ha scelto di dotarsene.
26 Luglio 2019, Obora, Repubblica Ceca. Il team di docenti italiani probabilmente più qualificato sulla caccia di selezione è pronto per una tre giorni di lezioni sulla caccia al capriolo al fischio. Ettore Zanon, Vittorio Taveggia, Franco Perco, Nicola Zentile, Federico Liboi, il padrone di casa Carlo Kinsky dal Borgo non hanno bisogno di presentazioni e sono pronti per dare ai partecipanti una splendida esperienza di formazione e di caccia, fatta di coinvolgenti lezioni in aula, di prove sul campo in una foresta di querce da sogno, di uscite serali ad apprendere i segreti della tecnica di caccia al fischio, con un tableau finale di grande soddisfazione.
Questa volta partecipo anche io, ho anche l’onore di contribuire con una intervento sull’ottica da caccia di selezione. Porto con me la nuovissima ottica che Obora Hunting Academy ha scelto per versatilità, affidabilità, qualità ottica ed eleganza per tutte le sue sessioni future, il Leica Fortis 6i 2.5-15×56 con la torretta balistica BDC. Sarà montata sulle carabine Sauer che l’azienda tedesca fornisce alla scuola.
Il nuovo Fortis 6 i 2.5-15×56 nei dettagli
Il cacciatore universale, l’eleganza delle linee del più versatile cannocchiale da caccia di selezione al mondo.
il 2.5-15×56 fa parte della nuova linea Leica Fortis 6i, che offre le stesse identiche altissime prestazioni ottiche e meccaniche per cui sono noti i migliori prodotti dell’azienda tedesca Magnus i, con in più una grande ghiera in metallo per cambiare in modo estremamente fluido e rapido gli ingrandimenti e l’eleganza di linee essenziali garantite dal sistema di illuminazione del reticolo posizionato sulla torretta laterale. Grazie a quest’ultima semplificazione costruttiva il prezzo, rispetto alla fascia top di appartenenza, è molto competitivo.
- Meccanica robustissima in acciaio 60HRC, clic infallibili e reticolo sempre centrato anche dopo migliaia di colpi con qualsiasi calibro
- Contrasti, luminosità (trasmissione oltre 92%), perfezione d’immagine superiore fino ai limiti del campo visivo. Pupilla d’uscita al minimo ingrandimento 12.4mm, oltre 50% in più dei concorrenti principali (Z8i Swarovski).
- Reticolo 4A classico Leica nero ad alta definizione, sottile sul secondo piano focale. Puntino centrale illuminato microscopico, con 9 livelli di illuminazione, da zero a contro sole e spegnimento/accensione automatici ultrarapidi.
- Design classico e filante, con la regolazione dell’illuminazione del reticolo sulla torretta laterale integrata con il correttore di parallasse, dotato di stop sui 100 metri.
- Grande ghiera degli ingrandimenti sovradimensionata in metallo zigrinato ad azione fluida, per cambiare ingrandimento rapidamente
- Al top anche nei dettagli: tubo da 30mm, trattamento antisporco sulle lenti esterne Aquadura (TM), distanza della pupilla 90mm.
- Prezzo al pubblico Fortis 6i 2.5-15×56 BDC 2615 Euro. Oltre 700 euro di risparmio di prezzo rispetto al Magnus i 2.4-16×56 BDC (3355 Euro), per effetto della maggiore semplicità del sistema di illuminazione del reticolo.
Fortis 6i 2.5-15×56 BDC vs Magnus i 2.4-16×56 BDC: sostanzialmente sono lo stesso prodotto.
Le differenze in dettaglio.
Fortis 6i e Magnus i sono sostanzialmente lo stesso prodotto. La meccanica, l’ottica, il reticolo 4a illuminato, le prestazioni generali sono identiche. Due prodotti straordinari che si posizionano come probabilmente i migliori cannocchiali da caccia di selezione universali oggi sul mercato.
La differenza principale, che si nota subito, è nel sistema di illuminazione del reticolo. Il Magnus lo ha posizionato sopra l’oculare, come una struttura rotonda con 60 livelli di intensità divisi tra giorno e notte. Il Fortis ha 9 livelli di illuminazione (con l’8° e il 9° addirittura più potenti del massimo del Magnus) azionabili con una ghiera integrata al correttore di parallasse sul lato sinistro all’altezza delle torrette dei clic. La costruzione sul lato è enormemente meno costosa per l’azienda, di qui la maggior parte del risparmio sul prezzo al pubblico (2615 vs 3355 euro).
Il Fortis consente qualche risparmio in più poiché offre solo il reticolo 4a e adotta un sistema di posizionamento della batteria di illuminazione più semplice. Inoltre, nel Magnus si memorizza lo zero sulla torretta dei clic semplicemente premendo con il polpastrello la torretta e liberando così la ghiera con i riferimenti. Nel Fortis è necessario un cacciavite per effettuare la stessa operazione.
Il Fortis ha dalla sua l’indubbia bellezza delle linee, grazie sì alla posizione del sistema di illuminazione, ma anche alla grande ghiera di regolazione degli ingrandimenti in metallo ad azione ultrafluida, che certamente offre un comfort maggiore di quella sottile del Magnus. La stessa BDC è leggermente più arrotondata rispetto a quella del Magnus.
Il Fortis 6i 2.5-15×56 al battesimo della caccia
Il capo dei guardiacaccia della tenuta Kinsky dal Borgo, Thomas, mi fa l’onore di accompagnarmi e mi mette a disposizione le sue arti nel chiamare il maschio di capriolo con il fischietto.
Una vista dello splendido bosco di querce
Il teatro di caccia è uno splendido bosco di querce che si affaccia su un prato immenso, separato da un grande canneto dal lago più grande della zona, uno dei più grandi della Repubblica Ceca, popolato di anatidi di specie che sono in parte riconosco.
Anatidi a parte, la natura è un trionfo di vita, nonostante i 35 gradi quasi insopportabili. In una sera ho avuto modo di incontrare svariate lepri, due martore in corteggiamento, una volpe e alcuni cinghiali.
Thomas ed io lasciamo l’auto e ci incamminiamo cercando di non fare il minimo rumore, cosa difficile in tempi di siccità.
Per amore di verità, la parte della caccia relativa all’abbattimento è questione di meno di un minuto. A due passi dall’auto c’è un subito un taglio che consente di accedere al pratone. Evidentemente siamo nel pieno del periodo degli amori e appena Thomas “intona” i suoi richiami vediamo subito un maschio che viene verso di noi, da lontano.
Poco più in là c’è un’altana, che consente l’appoggio ottimale per il tiro da posizione nascosta. Thomas è tranquillo e il capriolo anche, ancora distante. Saliamo sull’altana rapidamente e Thomas fischia ancora.
Onestamente è stato tutto facile, molto probabilmente anche per l’esperienza del guardiacaccia nel modulare il richiamo. In un attimo il capriolo è arrivato a 90 metri e non ho certo dovuto mettere alla frusta le qualità del nuovo Fortis per fare un tiro preciso. Comunque la caccia è anche questo e l’animale si è spento sul posto, nessuna sofferenza.
L’animale, vecchio e con trofeo non particolarmente significativo, era perfetto per il prelievo di selezione. Con me, oltre al “battezzato” Fortis 6i 56, il Geovid HD-B 8×56 3000, binotelemetro rapidissimo e dalla tridimensionalità d’immagine incredibilie, mio compagno inseparabilein tutte le cacce non troppo faticose. Se devo far fatica passo al Leica Noctivid 8×42, la qualità dell’immagine è talmente sbalorditiva che in questo caso accetto il compromesso di portarmi dietro il nuovo telemetro CRF 2800.com alla cintura.
Abbiamo usato le munizioni Elite Ammo 270 winchester caricate con la ogiva in rame Hasler Hunting da 125 grani. Hasler è una certezza in fatto di precisione, ma anche in fatto di potere d’arresto, grazie alla cura maniacale nella produzione e nel controllo di qualità, ma anche grazie alle tecniche innovative di costruzione della palla partendo dalla barra di rame piena.
Abbiamo l’autorizzazione a cercare un altro capriolo, e così trascorriamo le quasi due ore che ci separano dalla notte. Vediamo tanti animali, ma ormai paghi dell’abbattimento ci divertiamo più a cercare di stuzzicare i caprioli che a impegnarci davvero a cercare un altro tiro, e così il crepuscolo arriva rapidissimo. Lovu Zdar, si dice in Repubblica Ceca, per una volta lo sostituisco volentieri al mio solito Waidmannsheil.
La Flir Breach è più piccola del mio pugno, ma ne primi 200 metri mi da una qualità d’immagine incredibile, che mi fa trovare immediatamente il selvatico.
Sono posti splendidi, con una grande quantità e qualità di fauna, gestita ottimamente dal team di una persona dall’ospitalità squisita: il conte Carlo Kinsky dal Borgo. La Obora Hunting Academy, nella sessione di caccia al capriolo al fischio di Luglio 2019, ha dato onorevole battesimo a quella che hanno scelto come la loro ottica, probabilmente perché oggi è quanto di meglio si possa utilizzare per la caccia di selezione, in ogni situazione. Lovu Zdar, allora!
Francesco Corrà