Matteo Fabris, figlio d’arte e unico vero Professional Hunter italiano, stimato in tutto il mondo, racconta la sua caccia e i suoi strumenti, con una carrellata di foto che fanno sognare.

Matteo Fabris in nuova Zelanda a caccia di cervi, con il suo inseparabile Geovid PRO 8x32 in edizione verde.
Matteo Fabris in nuova Zelanda a caccia di cervi, con il suo inseparabile Geovid PRO 8×32 in edizione verde.

Matteo Fabris, figlio del grande e compianto Mauro Fabris, a soli 33 anni è uno dei Professional Hunter più apprezzati e rispettati al mondo. Grande conoscitore dell’Africa, guida i suoi clienti a caccia ovunque, dall’America all’Asia, alla Nuova Zelanda, senza trascurare le fantastiche opportunità che offre anche il nostro paese. Si racconta per noi, dandoci la possibilità di mostrare fotografie di trofei e luoghi fantastici, e ci racconta le sue armi e i suoi strumenti di lavoro, tra cui il suo inseparabile binocolo, il Leica Geovid PRO 8×32.

Matteo Fabris con un bufalo importante, al collo il suo Geovid PRO 8x32 nero. Appena uscito quello verde non ha resistito e lo ha sostituito.
Matteo Fabris con un bufalo importante, al collo il suo Geovid PRO 8×32 nero. Appena uscito quello verde non ha resistito e lo ha sostituito.

Matteo Fabris, classe 1991, è figlio di Mauro, leggenda tra i Professional Hunters che ci ha lasciato prematuramente pochi anni fa. Grande maestro il padre, se suo figlio a poco più di 30 anni si è già affermato senza sfigurare sulle sue orme e con i suoi clienti più importanti. Matteo Fabris accompagna i cacciatori più esigenti in tutto il mondo, ma certamente è l’Africa, Tanzania e Botswana soprattutto, il suo luogo di elezione, quello dove i clienti realizzano con lui safari da sogno. Usa, come faceva suo papà, svariate armi all’avanguardia e solo strumenti ottici Leica, per la qualità dell’immagine e la straordinaria affidabilità nell’uso, è proprio il caso di dirlo, estremo, a cui li sottopone quotidianamente.

Matteo Fabris con suo padre Mauro, in una foto scattata qualche anno fa per celebrare il primo bufalo del giovane Matteo

Matteo Fabris è di recente diventato anche papà. Appena i suoi impegni di caccia glie lo permettono corre in Italia dalla famiglia e dal suo piccolo Nicolò, chissà se un giorno anche lui seguirà le orme di nonno e papà.

Matteo nasce cacciatore d’africa, da quando -piccolissimo- ascoltava sognando i racconti delle avventure che Mauro portava a casa dai safari. E anche se ha solo 33 anni, sono più di 20 che accumula fondamentale esperienza nel continente africano seguendo suo papà d’estate a partire dai 13 anni. In Africa non si può improvvisare, perchè si rischia la vita. L’esperienza, e l’istinto che si affina con l’esperienza, sono tutto.

Matteo nasce come fotografo e film maker di caccia, come si vede dalla qualità delle immagini che ci ha inviato per far sognare gli amanti della caccia grossa; eccone alcune tra le più belle.

Africa

L’Africa è la seconda casa, o forse ormai la prima, di Matteo Fabris, che nella sua attività di Professional Hunter utilizza rigorosamente solo la sua attrezzatura, sempre collaudata e verificata in ogni minimo dettaglio. Nelle foto che seguono vediamo varie carabine ed express, che vi raccontiamo insieme ai luoghi e agli animali. Matteo cura meticolosamente i suoi strumenti, e ha più di 40 tra carabine ed express.

Grande Nord

Nella caccia in Alaska e in Kamchatka Matteo Fabris utilizza Blaser R 93 .300 win mag, e nell’occasione delle immagini alce e snow sheep una custom .338 win mag

Europa

Matteo Fabris gira il mondo, ma ama gli ungulati di casa nostra. Eccolo in alcune immagini dell’autunno scorso, con le carabine…

Nuova Zelanda

Il cervo della vita, un invito a caccia che Matteo Fabris accetta poco dopo la scomparsa del papà, destinatario originale dell’invito. Per questo incredibile animale con trofeo a 30 punte Matteo ha messo alla prova la compattezza e le funzioni balistiche e di accompagnamento all’anscuss dopo il tiro del nuovo Leica Geovid PRO 8×32.

Matteo Fabris con il suo binocolo tra gli splendidi paesaggi della Nuova Zelanda.

il Leica Geovid Pro 32 verde è l’edizione limitata di colore verde di quello che è oggi il miglior binotelemetro compatto da caccia al mondo, per qualità ottica, robustezza, e completezza delle funzioni balistiche.

L’ottica offre una tridimensionalità d’immagine unica, grazie al suo design esclusivo a prismi di Porro-Perger, mentre la costruzione a doppio ponte aperto assicura la tenuta del parallelismo perfetto tra i due tubi del binocolo, indispensabile al funzionamento nel tempo del telemetro, che arriva fino a oltre due chilometri. Il software Applied Ballistics ® americano che adotta il telemetro del Geovid PRO è considerato insuperabile dai tiratori di tutto il mondo, e porta la massima precisione nei dati di misurazione, anche a distanze estreme. Completa l’eccellenza dello strumento la funzione Leica Pro Track™, che tramite la APP Leica Ballistics a disposizione di chi ha il Geovid PRO accompagna fino al punto d’impatto dopo il tiro.