Tridimensionalità e luminosità superiori per godere un’esperienza di osservazione straordinaria.

Dopo anni di dominio dei 42mm, finalmente si ristabilisce il divario di prestazioni ottiche con i 56mm, grazie al sistema ottico rivoluzionario dei Geovid di Leica.

Il nuovo Geovid HD 3200.com di Leica, nella versione 8×56

Il ruggito del re: dimensioni compatte, baricentro perfetto, integrazione col miglior telemetro al mondo, esplosione della tridimensionalità e luminosità imbattibile, che finalmente rendono giustizia al grande obiettivo e ne staccano percepibilmente le prestazioni crepuscolari da quelle migliori binocoli da 42 millimetri. Tutto questo nei nuovi Geovid 8×56 HDR 2700 e HD 3200.com di Leica.

Sono anni che scriviamo che i binocoli 8×56 sono ormai qualcosa di tramontato, anche per l’utilizzo crepuscolare, a vantaggio degli 8×42.

Questione di ingombro, di peso, di baricentro, a fronte di prestazioni ottiche solo leggermente superiori.

Se andiamo a considerare gli 8×56 sul mercato ci troviamo infatti con prodotti nell’ordine dei 1200 grammi (contro gli 800 degli 8×42), grandi e ingombranti, con il baricentro fortemente spostato verso gli obiettivi che da sempre la sensazione di cadere in avanti anche mentre si osserva. Quest’ultima caratteristica, meno ovvia, porta ad affaticare anche chi usa il binocolo stando sull’altana, poiché costringe ad affaticarsi impugnandolo in modo da controbilanciare la spinta verso il basso data dalla zona degli obiettivi.

Gli 8×56 quindi risultano decisamente poco piacevoli da portare e da utilizzare, rispetto ai leggeri e compatti 8×42, che hanno dominato e dominano il mercato dei binocoli da caccia ormai da almeno un decennio.

Dominio favorito anche dalla luminosità ormai garantita dalla tecnologia a tutti i binocoli dai 1000 euro in su, ovvero dalla trasmissione di luce attraverso gli obiettivi fino agli occhi, che ha superato il 90% e che quindi assottiglia l’impatto sulla luminosità che il cacciatore percepisce dovuto invece alle diverse dimensioni dell’obiettivo. Insomma, -a parità di qualità- un 8×42 ormai cede molto molto poco ad un 8×56 in termini di prestazioni crepuscolari. Una constatazione impensabile vent’anni fa, quando le prestazioni delle lenti erano molto inferiori e il cacciatore di selezione alla ricerca di minuti preziosi da strappare alla notte era portato giustamente a vedere i binocoli con obiettivi molto grandi come preziosi alleati.

Da sempre infatti si definisce l’8×56 come binocolo “crepuscolare”. La sua pupilla d’uscita, ovvero il rapporto aritmetico tra diametro dell’obiettivo e ingrandimento, è 7 millimetri. 7 millimetri è il diametro del “cerchio di luce” a disposizione della pupilla umana all’interno di ciascun tubo del binocolo, si può osservarlo guardando nel binocolo normalmente, ma tenendolo a circa 40-50 centimetri dall’occhio.

Quando la luce scarseggia la nostra pupilla si dilata, nei ventenni fino a oltre 8 millimetri di diametro, a 80 anni poco oltre i 2 millimetri. Più spazio ha la pupilla umana per “vagare” all’interno del binocolo, meno si affatica e più osserverà bene oltre i primi 4 o 5 secondi. Per spiegarci, ricordiamo che nessuna pupilla umana è in grado di fissare per più di 30 secondi uno spazio più piccolo di lei. Il cervello si affatica velocissimamente, fino ad obbligare a spostare lo sguardo.

Quando in passato il binocolo poteva contare su lenti e tecnologia antiriflesso meno performanti, portava agli occhi molta meno luce di quella realmente esistente nell’ambiente; con la conseguenza che la pupilla umana, oltre ad affaticarsi per essere costretta dentro lo spazio limitato offertole dal binocolo, doveva sopportare il ben peggiore sforzo di cercare di penetrare nell’oscurità dovuta alla perdita di luce che avveniva nel passaggio attraverso le lenti e i prismi dello strumento.

Avere un 8×56 ha sempre aiutato l’occhio a “lavorare” con meno affanno.

La caccia al cervo è la caccia crepuscolare per eccellenza. Ecco l’autore al termine di una caccia alla cerca al bramito in una sera di settembre sulle montagne di casa in Val di Non, col suo Geovid 8×56

Un 8×42 produce una pupilla d’uscita di poco oltre 5 millimetri (42:8=5,25), un valore corrispondente alla dilatazione crepuscolare della pupilla umana a circa 50 anni.

Finora, quindi, 8×42 stravince per compattezza, maneggevolezza e peso, perdendo di molto poco nelle prestazioni ottiche. Quindi viva l’8×42!

Tuttavia…la tecnologia a volte fa cose che non t’aspetti e che ci “costringono”, su questo tema, a rivedere le nostre posizioni. Qualcosa come costruire un 8×56 compatto e bilanciato come un 8×42, con un sistema ottico che si esalta con l’obiettivo da 56 millimetri e offre immagini dalla tridimensionalità e dalla luminosità incredibili, finalmente superiori in modo immediatamente percepibile rispetto a quelle di qualsiasi altro binocolo di alta qualità, dopo almeno un decennio in cui tra i migliori prodotti era particolarmente arduo scegliere quello otticamente migliore. Mai pensato prima che attraverso un binocolo si potesse letteralmente “bucare” il bosco così bene.

Stiamo parlando dei Geovid 8×56 HD 3200.com e HD-R 2700 di Leica, dotati tra l’altro delle più potenti (misurano fino a quasi 3km) e veloci (misurano in tempo reale) funzioni balistiche oggi disponibili sul mercato dei telemetri e capaci di misurare distanza compensata con angolo di sito, temperatura e altitudine (il modello HDR) e distanza compensata oppure numero di clic da dare alla torretta del cannocchiale (il modello HD 3200.com), grazie alla nuova APP Leica Hunting scaricabile gratis sugli smartphone, su cui memorizzare le curve balistiche di tutte le proprie armi, per trasferire al Geovid 3200.com quella prescelta per la giornata di caccia via bluetooth con un clic. Mostri di tecnologia elettronica, ma anche di semplicità di funzionamento, al servizio del cacciatore.

I Geovid oggi si configurano rapidamente con una App su qualsiasi Smartphone e i dati di misurazione vengono visualizzati in tempo reale anche sugli Apple Watch.

Lasciando da parte per un attimo l’elettronica, abbiamo finalmente un 8×56 corto (solo 1.5cm più lungo dell’8×42) e compatto, centrato nel baricentro come un 8×42. Ovviamente un po’ più pesante, nell’ordine dei 1200 grammi, ma compreso il telemetro integrato. L’8×42 con telemetro è intorno al chilo.

Geovid 8×42.com vs 8×56.com, il divario in termini di dimensioni è limitato.

Ciò che strabilia letteralmente sono le prestazioni ottiche: il rivoluzionario disegno ottico a prismi di Porro-Perger già tanto celebrato sulla serie da 42mm porta su lenti da 56 millimetri immagini dalla tridimensionalità pazzesca, mai viste in alcuno strumento in commercio e decisamente in grado di portare le aspettative di chi utilizza un binocolo ad un livello superiore. Se si confronta questo 8×56 con qualsiasi altro binocolo in condizioni di luce molto scarsa, la percezione di superiore luminosità è immediata al primo confronto. Straordinario.

Per la caccia da altana, soprattutto crepuscolare, in cui il binocolo non affatica il cacciatore più di tanto, l’8×56 è assolutamente la scelta migliore.

Il sistema ottico a prismi di Porro-Perger, che garantisce al Geovid la tridimensionalità straordinaria di cui parliamo, conferisce anche allo strumento l’inconfondibile profilo.

Certamente quindi, rispetto ai 42mm dobbiamo sempre considerare il peso maggiore, ma questi  sviluppi dei binocoli da 56mm con telemetro integrato ci mostrano contemporaneamente una riduzione dell’ingombro e un aumento del gap di prestazioni ottiche rispetto ai corrispondenti modelli con obiettivo più piccolo, restituendo loro una ragione più che valida per essere acquistati, soprattutto da chi apprezza le prestazioni crepuscolari e più in generale le prestazioni ottiche più elevate. Nella caccia da altana, che sostanzialmente elimina i problemi che può causare il maggior peso sull’affaticamento del collo, la scelta dell’8×56 è, sotto ogni aspetto, la migliore possibile.

Il Geovid 8×56 3200.com di fianco all’altro grande signore della caccia crepuscolare, il Leica Magnus 2.4-16×56, che grazie alla pupilla d’uscita oltre il 50% più grande di quella dei principali concorrenti aiuta in modo straordinario l’occhio in condizioni di luce scarsa.

Il prezzo dei binotelemetri Leica di cui abbiamo parlato è coerente con le prestazioni, 2975 euro per il modello HDR 2700 e 3300 per il 3200.com.

La scheda tecnica dei Geovid permette di mettere a confronto le caratteristiche dell’8×42 con quelle dell’8×56
8×56 è il signore della notte. Oltre le sue prestazioni arrivano soltanto le termocamere.
Il Tutorial online in Italiano per configurare il Geovid.com

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