Il dilemma dei cacciatori, di montagna e non solo. Non esiste la soluzione vincente in assoluto, ma proviamo a dare la nostra prospettiva alla luce delle ultime evoluzioni della tecnologia.

 

Osservare e misurare: meglio andare a caccia con un binocolo e un telemetro o con un binotelemetro?

Definiamo innanzitutto i parametri di riferimento: ingrandimento 8x e diametro dell’obiettivo 32 o 42 millimetri per il binocolo, di fascia qualitativa alta, per intenderci con prezzo superiore ai 1500 euro. Per il telemetro, prendiamo il più performante e contemporaneamente più compatto. Per il binotelemetro, sempre 8×42 al top, con funzioni balistiche integrate.

 

In due parole, i vantaggi della soluzione di tenere i due strumenti separati sono essenzialmente nel risparmio di peso e di ingombro a caccia, e contemporaneamente nella possibilità di lasciare a casa il telemetro nelle uscite a caccia chiusa o quando ci si attendono distanze di tiro ravvicinate. Il peso minimo possibile per un binocolo di alta qualità, stando ai cataloghi dei produttori, è tra poco più di 500 (Leica Ultravid 8×32 HD) e poco meno di 600 grammi (Swarovski EL 8×32 Swarovision) per un 8×32 (altezze rispettive tra 12 e 14 cm) oppure intorno agli 800 per un 8 oppure 8,5×42, anche se esistono modelli da 700 grammi (Ultravid 8×42 BL) identici nell’ottica e nella meccanica che hanno il rivestimento esterno in pelle anziché in gomma.

 

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Ultravid 8×32 HD + CRF 1600B (Fai tu la foto)= 530 + 180 grammi= 710 grammi

 

Sceglieremo un 8×32 se privilegiamo il risparmio di peso (caccia faticosa o predilezione assoluta verso la compattezza), un 42 se invece vogliamo poter sfruttare il binocolo fino all’ultima luce della sera. È un dato di fatto che un 32 di alto livello regge perfettamente il confronto fino all’ultima mezzora di luce, in cui l’occhio si affatica progressivamente di più a causa della pupilla dilatata dall’oscurità che fatica a osservare in un binocolo dall’obiettivo piccolo.

Cacciare con un binocolo da mezzo chilo, che sta nel palmo di una mano, è un’esperienza sorprendente e straordinaria per chi ha sempre avuto un 42. Da provare per rendersi conto delle prestazioni che si ottengono da uno strumento così piccolo. L’importante è non scendere ulteriormente nel diametro dell’obiettivo, 32 millimetri sono davvero il limite per la caccia.

Non trascuriamo, nello scegliere il binocolo di alta qualità, le importanti differenze di peso che esistono nella categoria da 42 millimetri, il rivestimento in pelle anziché in gomma fa risparmiare un etto e centinaia di euro.

Il telemetro migliore è grande come un pacchetto di sigarette e pesa meno di 200 grammi. Ha 7 ingrandimenti, buone performance ottiche e soprattutto, oggi, fornisce al cacciatore informazioni che vanno ben oltre la semplice distanza. I modelli più evoluti infatti offrono non solo la distanza corretta rispetto alla palla usata dal cacciatore, all’angolo di sito, alla temperatura e all’altitudine (sui tiri lunghi si possono avere differenze sul punto di impatto anche di oltre 10 centimetri solo per effetto della diversa pressione atmosferica dovuta all’altitudine), ma trasformano questi dati, in meno di mezzo secondo, in alzo (quanti centimetri mirare sopra il bersaglio – ovvero il sistema di mira tradizionale di quando non esistevano reticoli o torrette balistiche) oppure addirittura in numero di clic da dare alla torretta balistica. Siamo sui 700 euro.

Un telemetro così piccolo si può anche tenere nel taschino, quando serve perché è ora di impostare il tiro ci vuole un attimo.

Comunque rimane un’operazione in più da svolgere rispetto a pigiare semplicemente il tasto sul binotelemetro, proprio nel momento in cui non vorremmo perdere neanche un secondo.

Il binotelemetro, checchè scrivano i cataloghi, messo sulla bilancia e con le batterie è un oggetto da circa un chilogrammo e non esiste con obiettivo da 32 millimetri. Nei modelli al top, oggi ha sicuramente annullato il gap di prestazioni ottiche che prima esisteva rispetto al binocolo senza telemetro e, a livello ergonomico, non mostra più agli occhi alcun compromesso di design dovuto alla necessità di comprendere l’elettronica del telemetro all’interno dello strumento.

È ancora un po’ più grosso e ingombrante di un binocolo.

Fornisce, nel modello più avanzato, tutto quello che abbiamo descritto riguardo il telemetro, con in più la promessa, mantenuta, di precisione assoluta, grazie alla scheda microSD incorporata, su cui il cacciatore può salvare la curva balistica della propria palla e quindi ottenere dati senza alcuna approssimazione. Prezzo 2700 Euro, 300 in meno del concorrente diretto, che limita la sua funzione balistica alla distanza corretta con l’angolo di sito. Abbiamo fatto una comparazione dettagliata tra i principali binotelemetri sul mercato su questo stesso blog https://www.cacciapalla.it/?p=161

 

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Leica GEOVID 8×42 HD-B 

 

Per cacciare in montagna, soprattutto un animale come il camoscio, che è normalmente tanto faticoso quanto poco crepuscolare, sembrerebbe che un 8×32 da mezzo chilo con il telemetro da 2 etti nel taschino sia una soluzione assolutamente preferibile, dimezzando il peso sul collo del cacciatore; oltretutto è bene sapere che il collo è la parte del corpo che, affaticandosi, trasmette maggiormente la fatica al resto delle membra.

Tuttavia l’esperienza sul campo di molti porta a prediligere il binotelemetro anche in situazioni estreme come questa, proprio per il valore che spesso si da a quel minimo di tempo che ci permette di risparmiare. Ma anche, ricordando che andiamo a caccia anche per divertirci, per il piacere di avere tra le mani il “giocattolo” più tecnologico che possiamo sognare. E non c’è nulla di male.

 

Weidmannsheil!

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